Pesticidi negli alimenti: pubblicato l’ultimo rapporto dell’EFSA

L’ European Food Safety Authority ha divulgato il report sui residui di pesticidi negli alimenti in 30 Paesi.

Si tratta di un’analisi che l’EFSA conduce regolarmente per fotografare la situazione in merito ai residui di fitofarmaci in frutta, verdura e altri prodotti nell’Ue.

Le analisi sono state effettuate nel 2020 su 88.141 campioni di prodotti alimentari e I risultati hanno dimostrato che il 94,9% dei campioni rientrava nei livelli consentiti dalla legge.

In queste sono compresi i risultati dell’EU MACP che, per il 2020, ha analizzato a campione 12 prodotti alimentari:

  • carote
  • cavolfiori
  • kiwi
  • cipolle
  • arance
  • pere
  • patate
  • fagioli secchi
  • riso integrale
  • grano di segale
  • fegato bovino
  • grasso di pollame

I risultati:

  • Il 40,3% dei campioni conteneva residui di un pesticida (o più)
  • ll 54,7% non conteneva residui quantificabili
  • Il 94,9% dei campioni risultava regolare
  • Il 4,1% dei campioni superava i limiti di legge per i residui massimi consentiti.

Questi i cibi in cui vi erano più multiresidui:

  • peperoni
  • mele
  • arance
  • pere
  • fragole
  • uva da tavola
  • mandarini
  • pesche

Dai risultati del sottogruppo dell’EU MACP (12mila campioni) emerge poi un dato importante sul tasso complessivo di superamento dei Limiti massimi residui (Lmr). Alcuni prodotti, confrontando i dati del 2020 con quelli del 2017 e del 2014, mostrano una contaminazione in aumento.

I cibi che sono risultati peggiori sul fronte pesticidi sono:

  • riso: dal 2,1% del 2014 al 6,7% del 2020
  • fagioli secchi: dal 2,3% del 2017 al 4,9% del 2020
  • arance: da 1,5% a 2,9%
  • pere: da 1,6% al 2,3%
  • kiwi: da 1,3% a 1,96%
  • cavolfiore: da 0,8%a 1,0%

Il rapporto evidenzia la presenza di un’ampia gamma di pesticidi nel cibo tra cui il controverso (e vietato) chlorpyrifos, in 327 campioni sopra il limite massimo ammesso. Questa sostanza è considerata pericolosa, in particolare per i bambini, e l’Ue l’ha bandita già dal 2020, così come gli Stati Uniti nel 2021.

Il chlorpyrifos è stato trovato soprattutto in campioni provenienti da Turchia, Egitto, Madagascar, Grecia e Cina.

Non sono mancati inoltre campioni in cui è stato individuato glifosato ma soprattutto il suo metabolita (Ampa), trovato in 4534 campioni alimentari e nel mangime (242 campioni).

La situazione italiana

I risultati:

  • il 67,3% dei campioni è privo di residui
  • il 31,7% presenta residui al di sotto dei limiti massimi stabiliti
  • i campioni di alimenti per l’infanzia sono risultati tutti esenti da pesticidi e conformi
  • I campioni irregolari riguardavano in particolare cereali, frutta e verdura.

Ai primi posti tra i cibi più contaminati in Italia (in cui è stata riscontrata la presenza di almeno un pesticida) vi sono:

  • pere
  • fagioli borlotti
  • arance
  • carote
  • patate
  • kiwi
  • cipolle

Per quanto riguarda le pere italiane, un campione presentava 14 residui in contemporanea ma non è stato il prodotto peggiore: in un prezzemolo italiano analizzato in Germania sono stati trovati ben 24 principi attivi.

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