Cedro DOP di Santa Maria del Cedro, marcatore di identità per l’intera Calabria

È stata pubblicata, in Gazzetta Ufficiale, la richiesta di riconoscimento della denominazione di origine protetta Dop del Cedro di Santa Maria del Cedro.

Lo ha reso noto il Consorzio del Cedro di Calabria, in una nota, dichiarando oltre che il Mipaaf ha approvato la stesura finale del Disciplinare di produzione, procedendo alla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana con lo scopo di verificare la sua corrispondenza agli usi leali e costanti previsti dal Regolamento europeo e ha demandato al Consorzio del Cedro di Calabria, nella qualità di soggetto richiedente la registrazione, di assicurare la massima divulgazione dell’evento anche mediante la diramazione di avvisi, l’affissione di manifesti o altri mezzi equivalenti, in modo da investire tutto il territorio all’interno del quale ricade la zona di produzione.

In aggiunta, il Consorzio fa sapere che «le eventuali osservazioni, adeguatamente motivate, dovranno essere presentate, al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali – Dipartimento delle Politiche Competitive della Qualità Agroalimentare della Pesca e dell’Ippica – Direzione Genera- le per la Promozione della Qualità Agroalimentare e dell’Ippica – PQAI IV, via XX Settembre n. 20 – 00187 Roma – PEC saq4@ pec.politicheagricole.gov.it entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana della presente proposta, dai soggetti interessati e costituiranno oggetto di opportuna valutazione da parte del predetto Ministero, prima della trasmissione della suddetta proposta alla Commissione europea».

«Decorso tale termine – conclude la nota – in assenza delle suddette osservazioni o dopo la loro valutazione ove pervenute, la predetta proposta sarà notificata, per la registrazione ai sensi dell’art. 49 del regolamento (UE) n. 1151/2012, ai competenti organi comunitari».

Il fiore del cedro

LA STORIA DEL CEDRO DOP DI SANTA MARIA DEL CEDRO

Le ricerche condotte dal Laboratorio Quasiora del Dipartimento di Chimica e Tecnologie Chimiche dell’Università della Calabria (Unical) e dall’Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari di Bari, hanno permesso di definire il forte nesso di causalità tra la zona geografica vocata alla produzione del cedro, la qualità e le caratteristiche del prodotto.

La denominazione “Cedro DOP di Santa Maria del Cedro” si rifà alla storia moderna della cedricoltura iniziata nel 1939 grazie al lavoro profuso da don Francesco Gatto, parroco di Santa Maria del Cedro e presidente della ex Cooperativa del Cedro TUVCAT.

Don Gatto si fece portavoce dei cedricoltori dell’Alto Tirreno Cosentino, facendone rispettare i diritti attraverso una serie di battaglie per la rivendicazione della cedricoltura, un tempo oggetto di speculazioni da parte dei commercianti che operavano fuori regione.

Ponendosi come figura di riferimento per tutti coloro che avevano fatto della cedricoltura la loro ragione di vita, egli donò a tutti noi la moderna chiave di lettura del Cedro, iniziando proprio dal cambio di denominazione di una delle località della Riviera, vocata da sempre alla coltivazione di questo frutto, tanto caro agli ebrei di tutto il mondo.

Avviso-Pubblico.pdf (regione.calabria.it) Disciplinare di produzione

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/%20originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2021-12-07&atto.codiceRedazionale=21A07121

(GU Serie Generale n.291 del 07-12-2021)

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