Frumento duro. Il seme non certificato è impiegato su oltre la metà delle superfici coltivate

L’impiego di seme certificato per le coltivazioni di frumento duro in Italia nel 2022 non andrebbe oltre le 179mila tonnellate, con una crescita del 4% rispetto al 2021.

Questo dato implicherebbe che l’uso di seme non certificato continua a riguardare oltre la metà delle superfici coltivate, mettendo a rischio la tracciabilità di una produzione strategica come la pasta, alimento principe della nostra dieta e simbolo di italianità nel mondo. A lanciare l’allarme è Assosementi, l’associazione che rappresenta le aziende sementiere italiane, in occasione della settima edizione dei Durum Days in programma oggi a Foggia.

“La modestissima progressione ottenuta negli ultimi dodici mesi non muta la situazione di deficit che vive ormai da anni il nostro settore, ha dichiarato Andrea Demontis, Presidente delle Sezione Costitutori di Assosementi. Il frumento duro è tra le specie che più soffrono del basso impiego di seme certificato, con tutto ciò che ne consegue in termini di tracciabilità per una coltivazione che più di tutte incarna il Made in Italy”.

“Per offrire produzioni ad alto valore aggiunto agli agricoltori e assicurare la salubrità e la qualità del prodotto finale ai consumatori non si può prescindere dal seme certificato. Si tratta di un punto di partenza fondamentale, che consente di rendere completo un sistema produttivo sin dal primo anello e ottenere vantaggi garantiti a un prezzo irrisorio. Per questo motivo, è importante che la filiera continui ad appoggiarci con tutti i mezzi possibili per favorire l’uso del seme certificato” ha aggiunto Demontis.

“Non va infine dimenticato che tra i vantaggi assicurati dal seme certificato c’è il sostegno diretto ai programmi varietali messi in campo dalle aziende sementiere. Grazie al sequenziamento del frumento duro e all’impiego delle NGTs potremmo mettere a punto varietà di interesse per tutto il comparto in tempi più rapidi. È però fondamentale non perdere ulteriore terreno: il nostro auspicio è che questo percorso di innovazione sia pienamente sostenuto dalle istituzioni, per consentire anche lo sviluppo di partnership efficaci tra pubblico e privato” ha concluso Demontis.

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