Il vino come la new economy: dalle caramelle all’Amarone alle birre di vino

La raccolta dei grappoli d’uva dà lavoro a 1,3 milioni di persone grazie anche allo sviluppo delle attività connesse e di servizio.

Secondo uno studio della Coldiretti diffuso al Vinitaly special edition di Verona la new economy del vino si può tracciare in ben 20 settori:

  1. agricoltura
  2.  industria trasformazione
  3.  commercio/ristorazione
  4.  vetro per bicchieri e bottiglie
  5.  lavorazione del sughero per tappi
  6.  trasporti
  7. assicurazioni/credito/finanza
  8. accessori come cavatappi, sciabole e etilometri
  9. vivaismo
  10.  imballaggi come etichette e cartoni
  11.  ricerca/formazione/divulgazione
  12.  enoturismo  
  13. cosmetica
  14. benessere/salute con l’enoterapia
  15.  editoria
  16. pubblicità
  17. informatica
  18. bioenergie
  19. laboratori di analisi
  20. sostanze enologiche.

Una new economy di cui sono un esempio le birre di vino – rileva la Coldiretti -, come quella fatta in Lombardia con il Moscato di Scanzo (una delle più piccole Docg d’Italia), a partire da mosto d’uva dopo appassimento, o con il moscato giallo, mentre in Sicilia nasce addirittura usando lo zibibbo. La star dei vini italiani all’estero, il Prosecco, rientra invece nell’affinamento di un pregiato formaggio nel Veneto dove si produce anche una squisita caramella all’Amarone.

Ma si arricchisce sempre più anche la linea di prodotti del wine beauty, secondo l’analisi di Coldiretti Donne Impresa. 

Si va dagli esclusivi profumi ricavati dai vigneti di Soave in Veneto al Piemonte dove si producono crema viso e docciaschiuma partendo dalla Freisa d’Asti. Vino, foglie di vite e parte dei semi dell’uva, i vinaccioli, ricchi di polifenoli, sono usati anche in Umbria per la creazione di una linea di bellezza, così come in Emilia Romagna si trasformano le uve in balsamo labbra anti-age, burro corpo e dopobarba.

Un pregiato fluido corpo viene ricavato in Friuli Venezia Giulia dal Merlot, e anche le vinacce dei “rossi” dell’isola d’Ischia, dal Piedirosso alla Guarnaccia, vengono usate per fare sieri anti age.

Shampoo al vino Rosso Piceno ed esfolianti viso corpo al Verdicchio dei Castelli di Jesi sono due esempi di cosmetici che nascono nelle vigne delle Marche. E anche dal Barbera e dalle altre varietà di vino coltivate sulle colline dell’Oltrepò Pavese oggi nascono anche creme per il corpo, fluidi dopobarba, saponette naturali, stick per le labbra e bagno doccia nutrienti.

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