Via libera ai mutui ai Consorzi di Bonifica

Il Mipaaf ha pubblicato il decreto che rende operativa la misura a sostegno degli investimenti in infrastrutture irrigue prevista dalla legge di conversione del decreto Rilancio.

Per fronteggiare la crisi di liquidità derivante dalla sospensione del pagamento dei contributi di bonifica prevista dal Cura Italia, aggravata dalla difficoltà di riscossione del contributo dovuto dalle aziende agricole per il servizio di irrigazione, in sede di conversione del dl Rilancio il Parlamento ha stabilito infatti che Cassa depositi e prestiti e altri istituti finanziari abilitati possono erogare mutui ai consorzi di bonifica, fino all’importo complessivo di 500 milioni di euro, per lo svolgimento dei compiti istituzionali loro attribuiti.


La misura è rivolta ai consorzi di bonifica di cui agli articoli 862 e 863 del codice civile, che nel primo semestre 2020 hanno incassato contributi consortili che nel primo semestre 2020 per bonifica e per irrigazione per un importo complessivo inferiore al 40% della contribuenza 2020.

La legge n. 77-2020 di conversione del dl Rilancio stabilisce che i mutui stipulati dai consorzi con CDP e con altri istituti finanziari dovranno essere restituiti in rate annuali, a decorrere dal 2021 e fino al 2025. Gli interessi sono a totale carico del bilancio dello Stato, nel limite massimo complessivo di 10 milioni di euro annui, mentre i consorzi dovranno assicurare il pagamento della quota capitale del finanziamento.

In particolare, ai fini dell’assunzione degli interessi a carico dello Stato, i mutui devono avere:

-durata compresa tra uno e cinque anni, dalla data di inizio ammortamento, con pagamento di rate di ammortamento annuali costanti, comprensive di capitale ed interessi, a partire dal 31 ottobre 2021;
-tasso di interesse fisso non superiore a quello massimo da applicare ai mutui da stipulare con onere a carico dello Stato di importo pari o inferiore ad euro 51.645.689,91, ai sensi di quanto previsto dall’art. 45, comma 32, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, maggiorato di uno spread pari a 1,60% e comunque nel limite massimo del 2,00% nominale annuo;
-importo massimo pari alla differenza tra l’importo della contribuenza 2020 e il totale dei contributi consortili incassati dal soggetto beneficiario dal 1° gennaio al 30 giugno 2020;
-importo non superiore a 20 milioni di euro.
Inoltre, i mutui non devono essere connessi a operazioni di consolidamento di passività finanziarie a breve termine, né coprire spese relative all’assunzione di personale, anche in caso di carenza di organico.

Ferma restando l’autonoma valutazione delle banche circa la concessione del finanziamento e le tipologie di garanzie da acquisire, il mutuo dovrà essere perfezionato sulla base dello schema contrattuale allegato al decreto interministeriale, il quale potrà essere oggetto di modifiche solo formali in funzione degli schemi in uso presso le singole banche.

Dopo il decreto attuativo del Ministro dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali n. 4441 del 10 marzo 2021, che ha stabilito le modalità di presentazione delle domande e fissato la scadenza al 15 giugno 2021, il Mipaaf ha emanato il decreto del 14 ottobre 2021 di autorizzazione ai consorzi di bonifica alla stipula del mutuo.

In questo modo la norma prevista dal Decreto Rilancio è diventata operativa: i consorzi di Bonifica selezionati potranno accedere a mutui per un ammontare complessivo di quasi 76 milioni di euro.

La Sicilia, rimasta fuori dal bando PNRR per le infrastrutture irrigue, incassa questa volta la maggior parte delle risorse: i consorzi di bonifica siciliani avranno la possibilità di contrarre mutui per circa 36,7 milioni di euro, ha spiegato il deputato M5S della commissione Agricoltura, Dedalo Pignatone, commentando la pubblicazione del decreto Mipaaf in Gazzetta Ufficiale. A quelli del Veneto andranno 17,3 milioni di euro, seguiti da quelli della Basilicata (9,3 milioni) e dell’Emilia-Romagna (8 milioni). Risorse in arrivo anche in Abruzzo (3 milioni), Campania (1 milione) e Molise (300mila euro).

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